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Regione Marche : : Turismo, Storia, Informazioni PDF Stampa E-mail

Le testimonianze più abbondanti sono documentate alla civiltà del ferro con la “civiltà picena”.

L’origine dei “piceni” è molto incerta, ma molto accreditata è l’ipotesi di popoli emigrati dalla Sabina ed aventi come emblema il picchio, “picus” uccello sacro a Marte da cui “Piceni” o “Picentes” .

I ritrovamenti di necropoli documentano la presenza della “civiltà picena” tra il sec. VIII e IV a.C.

Dal sec. VI a.C. si nota l’influenza del mondo greco con la particolare importanza di Numana.

Nel sec. IV a.C. i Siracusani fondarono la città di Ancona consolidando i commerci con i greci.

Nel 299 a.C. la confederazione picena si alleò con Roma contro i Galli Senoni, i Sanniti e gli Umbri.

Quindi si ribellarono ai romani e furono sconfitti, con l’annessione a Roma della quasi totalità dei territori.

Quindi, nel 268 a.C., rimase indipendente la sola città di Asculum, che accettò la condizione di civitas foederata.

La regione fu devastata a seguito della battaglia del Trasimeno, dalle truppe di Annibale, e dalle guerre sociali.

Nel 90 a.C., i Piceni, con a capo la città di Asculum, insorsero ai romani con la sconfitta l’anno dopo.

Nella guerra civile, i Piceni, accolsero benevolmente Cesare fornendogli notevoli quantità di soldati.

Durante l’impero di Augusto, il Piceno diventò la quinta regione dell’Italia e mantenne notevole importanza nei secoli successivi.

Nel 409 subì notevoli devastazioni da Alarico.

Fu distrutta tra il 535 e 553 nella guerra tra Goti e Bizantini.

I Longobardi sconfiggono i Bizantini costringendoli a rifugiarsi sulle coste dell’Adriatico, nei territori che verranno donati, da Carlo Magno, ai pontefici.

La tradizione dell’agricoltura è specializzata nella cerealicoltura (prevalenza frumento) , nella vite, nell’olivo, nell’ortofrutticola.

La pesca si esercita lungo tutte le coste.

Notevoli gli allevamenti di bovini.

Attività industriali in cantieri navali, stabilimenti chimici, raffinerie di petrolio, calzature, abbigliamento, elettrodomestici, mobili, strumenti musicali, cartiere, ceramiche artistiche.

L’economia regionale è molto solida nel turismo balneare.

Le montuosità delle Marche offrono notevoli possibilità di escursioni, specialmente nella zona dei Monti Sibillini.

Si trovano centri attrezzati per lo sfruttamento delle proprietà terapeutiche delle acque minerali (terme).

Tra i numerosi centri religiosi si trova il più frequentato santuario mariano : “Madonna di Loreto”.

Numerosi sono i Castelli, le Rocche, le fortificazioni, le torri.
Importanti soni i parchi e le riserve :

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Parco del Conero
Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi
Parco Naturale del Monte San Bartolo
Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello
Riserva Naturale Abbadia di Fiastra
Montagna di Torricchio
Gola del Furlo

Principali specialità gastronomiche sono il “brodetto” (zuppa di pesce), la “porchetta”, le “lumachelle all’urbinate”, i vincisgrassi”, i “passatelli”, i “frescarelli”, la “trippa”, la “spuntatura”, lo “stoccafisso”, le “olivette di vitello”, la “pasticciata alla pescarese”, la “salsiccia matta”, la “parmigiana di gobbi”, le “olive farcite” (o all’Ascolana), la “sopressata”, il “ciauscolo” quindi pecorino, ricotte e caciotte ed il rinomato “formaggio di Fossa”.

Tra i dolci il “lattaiolo”, le “scorzette”, il “frostengo”, i “sughitti”, le “beccute”.

Le bevande comprendono il “Sapa”, il “vino di visciole”, e i “Vini D.O.C.” tra cui Bianchello del Metauro, Colli Maceratesi, Colli Pesaresi, Esimo, Falerio dei Colli Ascolani, Lacrima di Morro d’Alba, Affida, Rosso Conero, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio di Matelica, Vernaccia di Serrapetrona.

 
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