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Insediamenti del periodo neo-eneolitico sul Colle San Biagio. Reperti dell’età del ferro alle pendici del Colle di Monte Giove. Le origini del nome derivano da un leggendario Tempio della Fortuna (Fanum Fortunae) . La prima citazione fu di Giulio Cesare (de bello civili) quando oltrepassò il Rubicone e fece occupare “Fanum” da una coorte (49 a.C.). Per volere di Augusto vi fu dedotta la “Colonia Julia Fanestris” . La città progredì, grazie alla posizione strategica, con il Foro, le Terme, l’Odeon e la Basilica Vitruviana (di cui parla Vitruvio nel testo “De Architectura”). Nel 538 fu distrutta dai Goti di Vitige e ricostruita da Belisario e da Narsete. Fu a capo della Pentopoli Marittima. Fu dominio dei Longobardi. Fu possesso (755) dei Franchi. Nel 999 fu donata a papa Silvestro II, dall’imperatore Ottone III. Prima del sec. XII fu libero Comune. Nel 1141 si alleò con Venezia con un patto di protezione e di libero commercio. Nel sec. XIII , a parte la breve dominazione di Azzone e Aldobrandino d’Este, subì le lotte interne tra le famiglie Del Cassero e Da Carignano. Alla fine del sec. XIII fu possesso dei Malatesta. Il cardinale d’Albornoz sconfisse Galeotto Malatesta e, nel 1357, formò a Fano il “Parlamento della Marca” dove furono promulgate le “Costituzioni Egiziane Fanesi”. La città ritornò in possesso dei Malatesta in qualità di Vicari della Chiesa. Il nipote di Galeotto Malatesta, Sigismondo, nel 1427 connesse la signoria di Fano con quella di Rimini, cercando di unirne i territori. Nel 1463, per volere di papa Pio II in dissidio con Sigismondo Malatesta, la città fu occupata dal conte di Urbino, Federico da Montefeltro, mettendo fine alle dominazioni dei Malatesta. Quindi la città subì i vicariati ecclesiastici di Cesare Borgia, di Costantino Comneno, dei Medici. Cittadini influenti fondarono la “Compagnia della Santa Unione” a supporto dell’opera di pacificazione del governatore Aldobrandini, padre di Ippolito che diventerà papa Clemente VIII. Dal 1414 al 1797 battè moneta con la propria zecca. Dal 1672 al 1841 fu prospera l’Università di Nolfi. A Gregorio de’ Gregori da Forlì (1514) si deve il primo libro impresso in Italia con caratteri arabi. Il Palazzo della Ragione fu eretto nel 1299 in forme romanico-gotiche con laterale Torre Civica (eretta nel 1949 in sostituzione del campanile settecentesco distrutto durante l’ultima guerra) ed incorpora il Teatro della Fortuna. Passando l’Arco Borgia-Cybo del 1491, si arriva nel complesso delle Case Malatestiane, con all’interno la Corte Malatestiana. Della costruzione rifatta al tempo di Pandolfo III (1413) rimane il lato di fronte, composto da due corpi, scalone a rampa che accede alle sale superiori della Pinacoteca con in alto la Loggia (detta del Sansovino) ed un portico su colonne. Il corpo sul lato dell’entrata conserva sale dove ha sede la Quadreria della Fondazione Carifano, il Museo Civico e la Pinacoteca. La Rocca Malatestiana fu costruita da Sigismondo Pandolfo Malatesta nel 1438-52 a pianta rettangolare con bastioni angolari. Percorrendo la circonvallazione interna alle Mura Auguste, si arriva all’Arco di Augusto. L’ex chiesa di Sant’Agostino fu eretta nel 1200 sopra i resti di un antico edificio romano e in seguito rifatta e ampliata, mentre sulla sinistra si trova l’ex Seminario Vescovile, già convento agostiniano, con chiostro del cinquecento e Sala Capitolare. Davanti si apre l’accesso alla scala che porta ai ruderi dell’antica Basilica di Vitruvio. Recenti scavi hanno portato alla luce ruderi di un Anfiteatro. La chiesa di San Domenico è del sec. XIV e conserva notevoli opere d’arte. La costruzione del Duomo risale a prima dell’anno mille, fu distrutta da un incendio e ricostruita nel 1113-1140, con la torre campanaria distrutta nell’ultima guerra. Interessanti i resti romanici e la cappella Nolfi con affreschi del Domenichino. Le Logge di San Michele sono di epoca rinascimentale. L’Arco di Augusto fu eretto nel 2 d.C. in onore dell’imperatore. L’ex chiesetta di San Michele ha la facciata terminata nel 1504. La Torre Malatestiana Maggiore fu eretta per volere di Pandolfo Malatesta nel ‘400. La chiesa di Santa Maria del Suffragio, eretta nel sec. XII ed oggi sconsacrata, è sede di mostre, concerti e conferenze. La chiesa d Santa Maria Nuova (o S. Salvatore), di origine medievale, fu rifatta e restaurata, con portale del rinascimento, porticato del cinquecento e due pregevoli tavole del Perugino. La chiesa di Sant’Antonio Abate fu eretta nel 1749 sopra i ruderi di una precedente del sec. XIII. La Basilica di San Paterniano, patrono della città, fu eretta a metà del sec. XVI ed attribuita al Sansovino, con il campanile rifatto come il primitivo. Interno a tre navate con pilastri, conserva notevoli opere d’arte. Accanto sorge il convento dei Cappuccini del cinquecento. La chiesa di San Pietro in Vallum o in Valle fu eretta nel 1610 con interno ad una navata e cappelle laterali e cupola traforata, conserva importanti opere d’arte. Di fronte si trova l’edificio dove ha sede la Biblioteca Comunale Federiciana. Della chiesa di San Francesco, di origine medievale, resta un ampio portico a tre archi neogotici, sotto cui ci sono le Arche Malatestiane, con il sarcofago di Sonetto da Castelfranco e la pietra tombale. Nella parete di fronte la tomba gotica di Paola Bianca, moglie di Pandolfo III e la stessa tomba di Pandolfo III Malatesta. Il Santuario di Santa Maria del Ponte Metauro è del sec. XIII con campanile a torre merlata. Dell’originario Monastero di San Benedetto e Santa Scolastica, di cui le Benedettine sono presenti dal 1270, resta l’abside conservata nella chiesa di San Mauro del sec. XII e la chiesa di San Michele Arcangelo del 1779. L’attuale Monastero è stato eretto nel 1968 sulla collina di Monte Giove, a metà strada fra la città e l‘Eremo dei Padri Camaldolesi. L’Eremo di Monte Giove, dei monaci Benedettini Camaldolesi, fu iniziato nel 1608 e terminato nel 1627. Nel 1741 fu costruita la cinta muraria per la clausura e rifatta la chiesa, a pianta ottagonale, dedicata a San Romualdo. La domenica e martedì grasso si svolge il Carnevale dell’Adriatico con sfilata di maschere, gruppi folcloristici e carri con lancio di dolci. La terza domenica di luglio si svolge il Carnevale d’Estate, replica del Carnevale dell’Adriatico con luminarie e fuochi artificiali e con la Sagra delle Sagre per esaltare i prodotti gastronomici locali : la salsiccia di Castelvecchio, i vincisgrassi, le piadine di Cartoceto, gli spiedini di Fano, la polenta di San Costanzo, il vino Bianchello. Dall’1 al 10 agosto si svolge la Festa del Mare con cortei di barche che sfilano al largo con una corona d’alloro in memoria dei marinai marti in mare, con in serata, balli, canti, stand gastronomici e mercato. Poco distante si trovano le Terme di Carignano.
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