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La città si è sviluppata intorno al Santuario della Santa Casa.

All’inizio era chiamata Villa Santa Maria, poi vi fu costruito il castello e la cinta muraria per volere di papa Leone X, quindi  fu elevata a città e sede vescovile da papa Sisto V.

La città presenta la cinta muraria e i bastioni del cinquecento, l’acquedotto (del 1614), fontane rustiche del cinquecento.

Il Santuario di Loreto conserva la camera della dimora della Madonna, portata da Nazareth (1291) nell’Illiria e quindi nel territorio dove oggi si trova, il 10 dicembre 1294.

Gli artefici della traslazione furono fedeli cristiani e fu effettuata con nave nel periodo delle crociate.

Nel sec. XIV  la chiesa di Santa Maria di Loreto è centro di culto con pellegrini provenienti anche da paesi lontani

Quindi, intorno alla chiesa, si edificò il più grande santuario mariano d’Europa (sec. XV-XVIII).

Dalla seconda metà del sec. XIV, la Santa Casa, fu circondata con un porticato e poi difesa da una cinta muraria merlata con quattro torri.

Il Santuario è tra i più ricchi per le opere d’arte che conserva.

In esso hanno operato i migliori artisti di ogni epoca.

Nel quattrocento vengono affrescate la sagrestie da Luca Signorelli e da Melozzo da Forlì, Piero della Francesca e Domenico Veneziano, Giovanni Angelo da Camerino e Antonio da Faenza, Andrea del Sarto.

Nel cinquecento viene completato il Palazzo Apostolico, la costruzione dei bastioni e le sculture in marmo di rivestimento della Santa Casa, le sculture in bronzo,  con opere di Lorenzo Lotto, di A. Sansovino,  di R. da Montelupo, di Francesco Menzocchi, di Girolamo Muziano, di Gaspare Gasparini, di Pellegrino Tibaldi, di Federico Zuccari, di Federico Barocci, di Filippo Bellini, di Giovanni Baglioni, Guido Reni, Alessandro Tiarini.

Nel seicento vengono realizzati i dipinti di Cristoforo Roncalli detto il  Pomarancio, di Simeon Vouet e la Fontana di Carlo Maderno, di G.B. Tiepolo, di C. Maratta.

Nel settecento viene completato il braccio ovest del Palazzo Apostolico ed il Campanile ideato dal Vanvitelli, e la ristrutturazione, ad opera di Andrea Vici, degli altari laterali.

La statua della Madonna di Loreto nella Santa Casa è stata tratta da un albero di cedro del Libano (cresciuto nei Giardini Vaticani) e scolpita (1922) da Leopoldo Celani (su modello eseguito da Enrico Quattrini) in sostituzione di quella in abete rosso (picea) alta cm. 93, distrutta nell’incendio del 1921.

Abitualmente la statua viene rivestita con una veste (detta dalmatica) di antica tradizione e riccamente ingioiellata.

Il più antico cimelio pittorico del santuario è un Crocifisso in legno del duecento, nella parete ovest della Santa Casa, con ai lati due pannelli in legno verticali con le figure della “Vergine” e di “S.Giovanni Evangelista”.

L’interno della Basilica è a pianta cruciforme con tre navate a crociera con triplici arcate che poggiano su pilastri.

La cupola fu opera di Giuliano da Sangallo che la terminò il 23 maggio 1500.

Le tredici absidi del corpo posteriore si irradiano tutt’intorno.

La facciata della Basilica ed il Palazzo Apostolico esibiscono uno stile tardo-rinascimentale di cultura fiorentina, in pietra d’Istria con capitelli corinzi.

Il Campanile fu realizzato su disegno di Luigi Vanvitelli nel 1750-1755.

Il rivestimento della Santa Casa fu ideato dal Bramante e adornato da sculture di molteplici artisti in prevalenza toscani.

Nel Santuario si trovano i famosi Arazzi di Raffaello (commissionati da papa Leone X nel 1514).

Prestigiosa è la collezione di ceramiche che comprende tre raccolte.

Tra il sec. XVIII e il XIX molte pale d’altare furono sostituite con mosaici.

 
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